Scivola via d’un palmo il purpureo velo
sinuose forme brune, affusolate – sporgono
e spalle fiere, immerse in quel tepor d’un canto – muto
null’altro chiedono
Mute come muta è l’anima nel sospiro – si contraggono
per poi tendersi allo spasmo, da far tacer persino il tempo
perchè il Dopo non è atteso
è un povero dettaglio, privo di alcun senso.